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Il "momento della decisione" di FAUSTO COPPI... PDF Stampa E-mail

 Il momento della decisione…  

(estratto, non pubblicato, dal libro "Fausto Coppi, un uomo solo al comando" - Giunti 2009 - Aut. Paolo Alberati)

 

                        

 

<I giornalisti lo assalgono, sono curiosi, vogliono sapere di più di questo ragazzo ossuto e con le gambe lunghe e che va così veloce in bicicletta. Vogliono sapere da dove viene, come si allena, cosa mangia. E poi, soprattutto, vogliono sapere dove vuole arrivare, ma anche cosa pensa quando pedala e gli chiedono cosa ci sia di veramente esaltante nella vita del ciclista. Lì per lì a caldo Fausto più volte gli ha risposto: «quando si taglia il traguardo in prima posizione». Ma poi pensandoci bene, realizza che il momento più bello della vita del corridore è quello della “decisione”. Sì, la decisione di attaccare, per vedere poi sgretolarsi il gruppetto alle spalle, che perde un pezzo alla volta e tu rimani solo in testa alla corsa, involato verso il traguardo. Sparito dalla vista, risucchiato dalla strada anche il suo campione preferito di gioventù, Gino Bartali. Questa è la vera goduria, una dimostrazione di forza perentoria, prima di tutto a sé stessi e poi via a spingere alla morte, col cuore che ti sale in gola, verso il traguardo. A questo punto le gambe ed il cuore ti si rimpossessano di ansia, perché non sai se ce la farai a reggere sino al traguardo e forse incominci a maledire il momento in cui ti è passato per la testa di andartene da solo. Poi l’arrivo al traguardo è bello sì, ma a quel punto il gusto della vittoria è già stato assaporato. Ma il momento della decisione questo sì che è da brividi: ti giri intorno, vedi corridori che fanno fatica, guardi avanti e la strada si inerpica, poi guardi dentro di te e senti le gambe che sono piene di forza, ti senti lucido e  determinato, vedi gli avversari più piccolini di quello che sono. E decidi di partire, attaccare, andare. Questo sì che è decisamente l’aspetto più esaltante della vita del ciclista. Del campione soprattutto, viene da aggiungere per precisione>. ( Paolo Alberati)

Chi è ciclista, chi ha vinto almeno una volta in vita sua una corsa ciclistica, capisce cosa voleva dire Fausto Coppi...
PS: la casa editrice aveva tagliato, con ottica editoriale da "non ciclisti", questo pezzo. E me ne sono accorto tardi, sennò lo rimettevo. Qui ora desideravo rendergli giustizia condividendolo con Voi... 

 

 

Fausto Coppi in cima al Passo Pordoi nel 1952. Dietro di lui a destra l'Hotel Savoi, Centro Studi Born to Run per l'altura ai nostri giorni

 
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